Bosch, la crisi del diesel mina lo stabilimento di Bari

13/05/2019 Crisi aziendali

Ma la produzione nel sito pugliese di nuovi componenti per motori benzina ed elettrici potrebbe scongiurare i pesanti tagli annunciati

"Bosch sta lavorando per supportare la parziale conversione del suo storico stabilimento di Bari, dove lavorano oggi duemila collaboratori, di cui 300 dedicati all’engineering". Cerca di gettare acqua sul fuoco Uwe Gackstatter, presidente di Powertrain Solutions Bosch, dopo l'allarme scattato a seguito delle dichiarazioni dell’AD di Bosch Italia Gerhard Dambach che, in un'intervista, aveva ribadito come la pesante crisi dei motori diesel innescata dalle politiche dei governi rischierebbe di tradursi in un dimezzamento dell'organico nell'impianto pugliese. Parole che arrivano dopo un anno di trattativa complessa tra proprietà, che sugli esuberi punta innegabilmente, e sindacati, questi ultimi fermi nel chiedere che a Bari si portino nuove produzioni in settori diversi dal diesel, "quelle - dicono - che altri stabilimenti del Gruppo non riescono più a soddisfare tante sono le commesse e non a caso in questi siti si continua ad assumere". Le nuove dichiarazioni di Gackstatter sembrano andare in questa dichiarazione: "Con un importante investimento abbiamo collocato a Bari la produzione della nuova pompa per motori diesel CP4 – ha detto ad Ansa il presidente di Powertrain Solutions Bosch a margine della conferenza annuale sui risultati 2018 – elemento produttivo indispensabile per raggiungere i limiti fissati dai prossimi step delle norme, cioè l’Euro 6d”. Questo componente, tuttavia, non sarebbe sufficiente a riportare lo stabilimento di Bari alla piena produttività. Ora nel sito pugliese verrà spostata anche la produzione di alcuni pezzi per motori benzina. "Ma la novità decisiva – ha detto Gackstatter – potrebbe essere l’arrivo di una linea per produrre elementi dei motori per e-Bike", una decisione che potrebbe limitare gli esuberi ai soli prepensionamenti. I sindacati, tuttavia, non ci stanno: "Evidentemente gli accordi intrapresi solo 1 anno e mezzo fa, che sacrificavano le ferie e le tasche dei lavoratori in cambio di investimenti non sono stati abbastanza lungimiranti, dal momento - scrivono - che l'azienda registra un calo dei volumi pari al 32% rispetto alle previsioni. Bosch si impegni concretamente a portare nel sito di Bari nuove produzioni perché i lavoratori non possono continuare ancora a pagare sulla propria pelle il prezzo di decisioni poco ponderate".