Alessi, un piano industriale per uscire dalla crisi

06/02/2019 Crisi aziendali
Alessi moka crisi

La storica azienda di casalinghi, simbolo del Made in Italy, è in sofferenza: "Vogliamo rialzarci senza delocalizzare e senza chiudere lo stabilimento di Crusinallo". Ma il rischio di una ottantina di esuberi sussiste

Aperto un tavolo di confronto tra Alessi, storica azienda dei 'casalinghi' made in Italy, e sindacati per la presentazione di un piano Industriale legato alla necessità di gestire le difficoltà che l'impresa ha vissuto in questi ultimi anni. Obiettivo del management aziendale - si legge in una nota - "affrontare i cambiamenti, ormai da considerare strutturali, legati al mercato con un adeguamento del proprio modello di business, investendo in primis su nuovi canali di vendita, su una maggiore spinta verso l’internazionalizzazione, su una razionalizzazione del proprio catalogo prodotti". Obiettivi del Piano, che prevede una ottantina di esuberi, sono "la continuità e il rilancio dell’azienda che, ad oggi, necessita di risorse finanziarie ancora superiori a quelle già messe in campo". Per questo la proprietà "sta lavorando alla ricerca di un partner che riconosca il valore e il potenziale di sviluppo dell’azienda, che sia disposto a investire insieme alla famiglia nel suo rilancio". Il piano prevede, come detto, anche un intervento sull’attuale organizzazione, finalizzato a renderla più sostenibile in termini economici. "Si tratta - prosegue la nota - di una decisione purtroppo non più rimandabile, legata all’obiettivo di garantire un futuro all’azienda e a quello che deve continuare a rappresentare per il Made in Italy". Le modalità dell’intervento saranno oggetto di successivi confronti tra azienda e sindacato, ma l’impegno dell’azienda è quello di "gestire il processo responsabilmente, nell’ottica di ridurre il più possibile l’impatto negativo sulle persone e sul territorio". La proprietà poi rassicura: "Non è prevista la delocalizzazione della produzione, né la chiusura della fabbrica di Crusinallo, che continuiamo a considerare un elemento strategico, anche per il futuro; o verrà attivata la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per Crisi, individuata come strumento prioritario e più idoneo per ammortizzare le ricadute sociali e ridurre l’impatto sui singoli, o gli inevitabili esuberi verranno gestiti mettendo in campo tutti gli strumenti possibili per facilitare il processo".