Intervista al Consigliere Dott. Galoppi in materia di esecuzioni immobiliari

10/11/2017 Esecuzione
foto Dott. Claudio Maria Galoppi

Le linee guida

Viste le linee guida sulle esecuzioni immobiliari da poco approvate all’unanimità dal Consiglio Superiore della Magistratura riportiamo, oggi, l’intervista al consigliere Claudio Maria Galoppi, presidente della VII commissione.
 
Le linee guida in merito alle esecuzioni immobiliari sono state approvate all’unanimità dalla VII commissione. Cosa ne pensa presidente, è soddisfatto del risultato raggiunto? 
 
Moltissimo. Si tratta di uno dei numerosi interventi innovativi ai quali abbiamo creduto molto in quest’anno di commissione. Abbiamo dato attuazione al c.d. “progetto delle buone prassi” già iniziato anni fa al Consiglio Superiore della Magistratura.
Abbiamo catalogato le buone prassi che avevano dato buona prova di sé ai fini della loro diffusione in alcuni uffici giudiziari complessi, creando una sorta di archivio di prassi selezionato, attraverso una selezione di qualità. 
Il settore delle esecuzioni immobiliari, infatti, era un settore nel quale non esisteva una buona prassi certificata comune a tutti gli uffici giudiziari che potesse formare oggetto di una diffusione. Vi erano solamente esperienze molto diversificate, alcune molto virtuose.
Queste linee guida sono il frutto di un lavoro istruttorio molto approfondito. 
Sono stati uditi sia i rappresentanti dell’ABI sia i rappresentanti delle associazioni dei consumatori al fine di conciliare tutti gli interessi coinvolti, ossia quello del creditore procedente e del debitore esecutato. 
 
Presidente, pensa che le linee guida saranno attuate da tutti gli uffici giudiziari italiani in modo da rendere omogenei i livelli di organizzazione su tutto il territorio nazionale?
 
Come tutte le linee guida, che rientrano negli strumenti di soft law, ovviamente non sono vincolanti per gli uffici giudiziari. Devono essere considerate quali strumenti di lavoro a disposizione dei dirigenti degli uffici che possono migliorare, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo, la risposta giudiziaria. 
Le linee guida, in realtà, sono raccomandazioni, proposte, suggerimenti qualificati rivolte a tutti gli uffici giudiziari, tuttavia, alla loro autonomia valutativa e decisoria è rimessa l’ultima parola. 
Una formalizzazione così chiara e condivisa da parte del CSM crediamo possa avere un particolare valore, una particolare importanza.
In questa materia è, però, importante avviare un percorso di cambiamento culturale, poiché solamente modificando l’approccio culturale alla materia potranno cambiare anche gli approcci organizzativi. 
Contestualmente all’adozione delle linee guida, poi, è stato istituito l’Osservatorio per l’efficienza delle procedure esecutive e l’attuazione delle buone prassi, con vari compiti di ausilio sia per il Consiglio Superiore della Magistratura che per gli uffici giudiziari. 
 
Nello specifico, quali sono i compiti dell’Osservatorio che è stato appena costituito? 
 
L’Osservatorio permanente sarà un organismo stabile di collaborazione con la VII commissione per supportare gli uffici che decideranno di applicare questa nuova impostazione del processo esecutivo. Fornirà un supporto sia dal punto di vista pratico che dal punto di vista della verifica di questi progetti, attraverso una raccolta sistematica dei dati ed una implementazione dei programmi di gestione. 
Infatti, il programma di gestione del Tribunale, introdotto con L. 111/2011 prevede che ogni anno il Presidente del Tribunale rediga un progetto per lo smaltimento dell’arretrato. 
A partire proprio dall’approvazione delle linee guida, è stato inserito nel programma di gestione annuale una sezione specifica relativa alla rilevazione dei dati nel settore delle esecuzioni immobiliari e alla elaborazione di progetti di snellimento della procedura e di velocizzazione della stessa. 
Un compito dell’Osservatorio sarà quello di raccogliere i dati, supportare gli uffici per l’attuazione e il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dai dirigenti, e formulare così ulteriori proposte mirate al superamento delle criticità riscontrate nel processo esecutivo. 
 
Tra i tanti motivi individuati dalle linee guida c’è sicuramente la carenza di personale all’interno degli uffici, esigenza cui lo stato non è riuscito a sopperire. Ritiene che l’introduzione all’interno degli uffici di personale esterno fornito nella maggior parte dei casi da soggetti incaricati dallo stesso Tribunale di gestire la pubblicità legale, in assenza in taluni casi di selezione pubblica, possa essere una soluzione per risolvere questo problema o ritiene che questa possa essere considerata una situazione di vuoto normativo che presto o tardi verrà bonificata? 
 
Siamo consapevoli di tutte le difficoltà e di tutti i vuoti normativi presenti in questa materia e per questa ragione abbiamo sempre dato molta importanza all’interlocuzione propositiva con il Ministero della Giustizia al fine di sensibilizzarlo sulla necessità che tutti gli uffici siano dotati di strutture di supporto che li mettano in condizione di applicare questi strumenti innovativi.
Sono ottimista sul fatto che, oltre al reclutamento di personale amministrativo già stato avviato in questo momento, altri progetti di implementazione delle risorse saranno sostenuti dal Ministero della Giustizia. 
 
Dagli ultimi rilevamenti è emerso che una procedura esecutiva immobiliare dura in media 3 anni e mezzo. Abbiamo visto che le linee guida hanno come obiettivo quello di rendere più efficiente ed efficace il processo esecutivo, cercando quindi di velocizzare le procedure. Presidente, cosa intende per velocizzare la procedura esecutiva?
 
Velocizzare la procedura significa evitare sia decrementi del valore del bene sia la maturazione di interessi ulteriori a carico del debitore. 
Il nostro obiettivo, infatti, è quello di velocizzare la procedura mantenendo un equilibrio degli interessi contrapposti del creditore e del debitore. 
Dal nostro punto di vista ritengo che la razionalizzazione delle fasi della procedura, la razionalizzazione nell’acquisizione dell’esame della documentazione, la velocizzazione e la standardizzazione delle tempistiche siano delle misure che vanno nell’interesse sia del creditore ma anche del debitore.
 
Con il D.M. 32/2015 arriva l’obbligo dell’asta telematica in materia di beni mobili e immobili in ambito esecutivo.  Ritiene che le regole implementate dal Ministero potranno realmente permettere una maggiore partecipazione da parte della platea dei possibili interessati con conseguente maggiore efficienza complessiva del sistema delle vendite all’interno delle procedure esecutive?
 
Sicuramente questo è l’obiettivo perseguito dal Ministero e credo che sia un obiettivo condivisibile.
Esiste, infatti, presso il Consiglio Superiore un Comitato paritetico il quale collabora su tutti i progetti con il Ministero. 
Il Ministero ha grande sensibilità al problema dell’innovazione telematica di tutte le procedure giudiziarie. Se uniamo la razionalizzazione delle procedure attraverso le linee guida e gli interventi del Ministero credo che questa convergenza di interventi possa essere foriera di risultati positivi. 
 
Ritiene che basandosi sulle linee guida il tempo delle procedure verrà ridotto? Secondo lei vi sono ancora spazi di miglioramento del processo? Si potrebbe fare di più, con una organizzazione ed un organico maggiore all’interno degli uffici giudiziari?
 
Non credo che il rimedio a situazioni di minore efficienza sia solo quello di implementare l’organico.
Spesso è necessaria una diversa organizzazione del lavoro. A volte, interventi organizzativi che si scontrano con una insufficienza di risorse, possono comunque portare a risultati positivi. 
Non basta piangersi addosso, occorre anche agire. 
Se lo sforzo collettivo viene condiviso non solo dalla magistratura ma anche da tutti gli attori di questa procedura complessa, il risultato potrà essere un risultato di grande cambiamento positivo. 
 
Le prassi organizzative nel tempo mutano, come pensa che queste linee guida possano coordinarsi con l’evoluzione continua della normativa? 
 
Le linee guida sono uno strumento di ausilio propulsivo e di supporto agli uffici e come tali devono essere sempre aperte alle modifiche, alle integrazioni, alle innovazioni. 
La giurisdizione deve essere considerata come un cantiere sempre aperto, un lavoro in divenire. 
All’Osservatorio permanente spetta il compito di attualizzare le linee guida, modificandole se ci sono modifiche normative. 
Le linee guida devono essere considerate come un punto di partenza.  Ora, quindi, inizia la fase di attuazione, di monitoraggio e di adeguamento nel caso di cambiamenti normativi. 
 
 
 
 
 
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