Sony chiude l'ultima fabbrica di cd musicali

19/02/2018 Crisi aziendali
cd musicali

In America licenziati 375 dipendenti. "Abbiamo tagliati i costi ma adesso non ha più senso andare oltre". Spotify ha vinto

Spotify, Itunes e in generale gli mp3 hanno vinto. In america Sony ha chiuso l'ultima fabbrica di cd musicali, lasciando aperto solo la produzione dei blu-ray, indispensabili ad esempio per la Playstation. Sono 375 le lettere partite per licenziare i dipendenti dello stabilimento di Terre Haute, nell'Indiana. Era l'ultimo rimasto negli Usa.  “Il mercato dell’intrattenimento domestico – ha detto alla stampa il presidente di Sony Digital Audio Disc Corp. America, Dave Rubenstein – sta declinando da molti anni. Finora siamo riusciti a tenere il passo soprattutto con una politica molto aggressiva di taglio dei costi e cercando di creare efficienza attraverso tutta la filiera. Adesso però non ha più senso andare oltre”.

Addio compact disc, dunque. Sembravano aver vinto, soppiantando tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio del Novanta i supporti musicali fino ad allora utilizzati per la riproduzione delle tracce: vinili e musicasette. Ben più comodi i cd: non andavano girati, occupavano poco spazio, la qualità del suono era buona. Il loro dominio è durato però solo una decina d'anni perché un'altra tecnologia li ha pian piano soppiantati. L'mp3, la musica compressa, si è prima diffusa con lo scambio pirata e poi è stata istituzionalizzata dai colossi informatici. Di fronte ad una traccia virtuale, anche lo spazio del cd era troppo. E allora in nome del vintage sono tornati i vinili e persino le musicassette. Chissà, forse un giorno ci sarà qualcuno pronto a riscoprire i cd. Intanto, tenete da parte e ben conservati i vostri. Non si sa mai che un domani non valgano una fortuna.