I creditori dicono no al concordato di Messinambiente

19/09/2018 Crisi aziendali
Messinambiente gestisce i rifiuti nel capoluogo siciliano

Verso il fallimento l'azienda di gestione rifiuti del capoluogo siciliano, partecipata dal Comune. Decisivo il rifiuti dell'Agenzia delle Entrate

Messinambiente, l'azienda che si occupa della gestione rifiuti a Messina, potrebbe avere conosciuto il 19 settembre la fine delle speranze. Il comitato dei creditori ha infatti detto no alla proposta concordataria. A pesare sono i 100 milioni di euro di debito, in gran parte in mano ad Agenzia delle Entrate e all'Inps. Il concordato valeva una trentina di milioni di euro. A questo punto è sostanzialmente certo che il tribunale dichiarerà fallita l'azienda, probabilmente tra una ventina di giorni, quando l'erario depositerà le motivazioni del suo no, decisivo per la bocciatura del concordato. L'azienda potrebbe fare opposizione al fallimento mentre il liquidatore attende l'evolversi dei fatti per muoversi. La difesa ha sottolineato che, in casi simili, l'Agenzia delle Entrate aveva dato il suo ok al piano concordatario. 

Se fallimento sarà, per la gestione dei rifiuti si aprirà una fase difficile nella città siciliana. La crisi è iniziata nel 2014 quando l'Agenzia ha chiesto il pignoramento per i debiti contratti da Massinambiente. La società si oppose ma la richiesta venne rigettata e il pignoramento divenne esecutivo nel 2015. Altri debiti che sarebbero dovuti essere coperti co concordato sono il Tfr dei dipendenti e le fatture dei fornitori.  Lo scorso primo agosto dello scorso anno, il tribunale aveva dato l’ok per la proposta di concordato presentata dal Comune con il deposito della delibera con cui il consiglio comunale autorizzava la spesa di trenta milioni in cinque anni per il rientro dai debiti.