Le attività compiute dall’avvocato ai fini della predisposizione della domanda di concordato come devono essere liquidate?

06/12/2017 Concordato Preventivo
compenso avvocato

Prestazioni stragiudiziali

Nell’approfondimento di oggi ci occuperemo del trattamento da riconoscere ai crediti professionali sorti in occasione della predisposizione della domanda di ammissione ad un concordato preventivo
Nello specifico ci si è chiesto se i crediti sorti per l’attività prestata da un avvocato in vista della procedura di concordato preventivo tramutato poi in fallimento, ossia la partecipazione ad incontri con il liquidatore della società in crisi, la redazione e il deposito del ricorso, la partecipazione alle fasi successive del procedimento, debbano essere considerati ai fini di una successiva liquidazione crediti di natura stragiudiziale o giudiziale. 
 

Liquidazione unitaria dei compensi

In risposta dell’interrogativo iniziale è possibile fare riferimento ad una recente statuizione della Suprema Corte di Cassazione con la quale è stata affermata l’univocità del compenso dell’avvocato per l’intera attività svolta in occasione della presentazione della domanda di concordato di una società. 
In particolare con sentenza n. 24682/2017 la Corte ha statuito che: “In tema di concordato preventivo, ai fini della determinazione del compenso spettante all'avvocato che ha assistito il debitore, tutte le attività strettamente connesse e complementari all'introduzione e allo svolgimento della predetta procedura, anche se svolte al di fuori di essa, non danno luogo al riconoscimento del compenso previsto per le prestazioni stragiudiziali, risultando quest'ultimo riferimento applicabile soltanto quando, per la natura della procedura e la specificità dell'attività, le predette attività non trovino adeguato corrispettivo nella tariffa relativa alle prestazioni giudiziali.”
Orbene, secondo quanto stabilito dagli Ermellini, deve essere esclusa l'applicabilità della tariffa stragiudiziale ai fini della liquidazione del compenso dovuto all’avvocato per l'attività professionale prestata in vista della predisposizione della domanda di ammissione al concordato preventivo. 
Le attività stragiudiziali compiute, infatti, sono strettamente connesse a quella giudiziali, con la conseguenza che le stesse vanno liquidate unitamente a quelle giudiziali in base alla tariffa giudiziale.
 

I parametri per la liquidazione 

Alla conclusione in esame la Suprema Corte è addivenuta facendo riferimento alla disciplina di cui al D.M. 20 luglio 2012, n. 140 che ha stabilito i parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi
Detto decreto, infatti, ribadisce espressamente il carattere omnicomprensivo del compenso stabilendo che i compensi liquidati comprendono l’intero corrispettivo per la prestazione professionale, incluse le attività accessorie alla stessa. 
I Giudici hanno, quindi, avvalorato la loro tesi affermando che il rapporto complementare tra le attività svolte dall’avvocato è tale da giustificare l’aggregazione in una unica prestazione complessa avente ad oggetto sia la rappresentanza tecnica sia la difesa della debitrice nell’ambito della procedura concorsuale.  
 
 
 
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