Conseguenze per debitore in asta immobiliare

05/01/2017 Asta Immobiliare
Conseguenze per debitore in asta immobiliare

Abbiamo sempre affrontato il tema delle aste immobiliari dal punto di vista dei creditori e degli aggiudicatari dell’immobile. Questa volta affrontiamo il tema delle aste immobiliari dal punto di vista del debitore ovvero di colui che ha subito l’espropriazione forzata e la cui casa è oggetto di asta immobiliare.

Che cosa può fare, in questo caso, il debitore? Ebbene, ricordiamo che, per sollevare opposizioni oppure per chiedere la sospensione dell’esecuzione forzata, è necessario rispettare termini ben precisi stabiliti dalla Legge. Nel momento in cui la casa è stata già messa all’asta immobiliare, purtroppo il debitore non ha più la possibilità di intervenire per bloccare la procedura.

L’unica cosa che il debitore potrà fare sarà farsi assistere da un legale specializzato nelle aste immobiliari per seguire tutte le fasi della procedura.

Molto utile per ha subito l’espropriazione forzata dell’immobile è conoscere le diverse fasi della procedura che hanno condotto all’asta immobiliare.

Dopo la notifica e la trascrizione dell’atto di pignoramento nei pubblici registri immobiliari, si avvia un procedimento in Tribunale che condurrà all’asta immobiliare vera e propria. Il Tribunale nomina un perito che si occuperà di valutare l’immobile al prezzo di mercato e al prezzo di presumibile vendita.

La conclusione a cui arriverà il perito rappresenterà la base d’asta da cui potranno partire tutti i tentativi finalizzati alla vendita dell’immobile.

L’asta immobiliare verrà pubblicizzata su appositi siti internet di settore oppure su giornali indicati dal Tribunale. A questo punto, chiunque – tranne il debitore - potrà partecipare all’asta immobiliare presentando la propria offerta. E’ bene precisare che anche il coniuge o i parenti del debitore possono partecipare all’asta immobiliare.

Normalmente, le aste avvengono “senza incanto”: le singole offerte in busta chiusa vengono depositate presso la Cancelleria del Tribunale. Se non viene presentata nessuna offerta, il Tribunale stabilisce una nuova data per effettuare un altro tentativo di vendita con un ribasso rispetto alla precedente base d’asta.

E’ importante evidenziare che, ad ogni tentativo di asta immobiliare, il Tribunale fisserà sempre un ribasso di un quarto del prezzo di vendita.

Asta immobiliare: cosa accade se la casa viene venduta?

Se l’asta immobiliare va a buon fine e, dunque, le l’immobile viene venduto, la somma ricavata viene utilizzata per soddisfare i creditori. Se il prezzo ricavato dalla vendita riesce a coprire totalmente il debito del proprietario dell’immobile, quest’ultimo è liberato – in maniera definitiva – dall’obbligazione e non ha più alcuna ragione di temere altre procedure esecutive.

Se, invece, il prezzo ricavato dalla vendita all’asta immobiliare dovesse essere insufficiente a soddisfare tutti i creditori, il debitore ben potrà subire ulteriori pignoramenti su beni di sua proprietà.

Asta immobiliare: cosa accade se la casa non viene venduta?

L’asta va deserta quando il bene immobile non viene venduto. In questo caso, il prezzo di vendita viene ribassato e il Giudice provvede a fissare un nuovo tentativo di asta immobiliare. Questa operazione si ripete fino a quando non viene venduto il bene immobile all’asta. E’ bene precisare che è del 25% il ribasso del prezzo per ogni tentativo di vendita: in pratica, in caso di asta immobiliare deserta, il prezzo scende di un quarto ad ogni tentativo.

Asta immobiliare: gli incentivi le agevolazioni fiscali

Il debitore che subisce un’asta immobiliare, deve conoscere le recenti agevolazioni fiscali introdotte dal Decreto Banche per rendere ancora più appetibile la partecipazione alle aste immobiliari. Un bonus fiscale che sta incentivando molti italiani a partecipare alle numerose procedure di vendita attive sul territorio nazionale.

Ad esempio, è stata ridotta in misura fissa l’imposta di registro da pagare in seguito all’acquisto di un immobile all’asta. Attualmente, i privati e le imprese che acquistano all’asta immobiliare, devono corrispondere un’imposta di registro pari a 200 euro. Ovviamente, la possibilità di godere della suddetta agevolazione è sempre vincolata al rispetto di determinate condizioni.

Ad esempio, se ad acquistare la casa all’asta immobiliare è un’impresa, quest’ultima è tenuta a rivendere il bene immobile entro cinque anni. Le conseguenze positive dell’introduzione di questa interessante agevolazione fiscale sono ormai note: il bonus fiscale ha attirato molti verso il settore delle aste immobiliari e gli acquisti sono in aumento esponenziale.

Una conseguenza che, però, si riflette negativamente sul debitore che subisce l’espropriazione e la vendita all’asta. L’obbligo per le imprese di rivendere l’immobile entro cinque anni comporta una netta svalutazione del bene stesso ed incentiva le speculazioni ai danni dei proprietari: soprattutto nel caso in cui le aste vadano deserte, infatti, il prezzo che si ricava dalla vendita è talmente basso da non riuscire nemmeno a coprire totalmente il debito.

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