Sospensione di asta giudiziaria per eccessivi ribassi

09/02/2017 Asta Giudiziaria
Sospensione di asta giudiziaria per eccessivi ribassi

Il settore delle aste giudiziarie è stato recentemente sottoposto a numerosi interventi legislativi che, in parte hanno modificato il sistema e le regole di presentazione delle offerte di acquisto alle aste dei beni immobili pignorati. Un sistema che ha profondamente modificato anche quello dei ribassi dopo le aste deserte. Vediamo come.

Aste giudiziarie: il meccanismo dei ribassi

Sappiamo bene che tutte le aste giudiziarie indette a partire dal 20 agosto 2015 (quindi anche le procedure iniziate precedentemente) danno la possibilità ai partecipanti di offrire un prezzo inferiore fino ad un quarto rispetto a quello stabilito nell’ordinanza di vendita. Detta offerta, viene dichiarata inefficace soltanto se è inferiore di oltre un quarto rispetto al prezzo stabilito nell’ordinanza.

Il descritto meccanismo ha una ripercussione ben precisa sulle aste andate deserte prima del 20 agosto 2015 e per le quali si debba disporre un nuovo incanto. In questi casi, il delegato alla vendita oppure il Giudice dovranno decidere se sia il caso di partire da una base d’asta ribassata o meno.

Aste giudiziarie e ribassi: quali sono le conseguenze di tale procedura?

Le conseguenze di tale sistema sono sotto gli occhi di tutti: se l’asta giudiziaria parte da un prezzo base ridotto di un quarto rispetto a quello della vendita precedente e se, poi, l’offerente effettua addirittura un’offerta inferiore al prezzo predeterminato (fino ad un quarto), saremmo dinanzi ad una serie di riduzioni del prezzo che avrebbero come ultima conseguenza lo “svilimento” vero e proprio del valore del bene immobile “battuto” all’asta giudiziaria.

E’ evidente che, applicando un simile sistema, l’aggiudicatario potrebbe acquistare un bene immobile ad un prezzo non soltanto irrisorio ma anche molto più basso rispetto al suo valore di mercato. Questo meccanismo, comunque, è destinato ad essere messo in discussione: sono tanti gli “addetti ai lavori” nel settore delle aste giudiziarie che hanno criticato questo sistema. In ultimo, non possiamo non citare un interessante provvedimento giudiziale adottato dal Tribunale di Ragusa e destinato a far discutere. Vediamo qual è il suo contenuto.

Aste giudiziarie: l’illuminato provvedimento del Tribunale di Ragusa

Il rivoluzionario provvedimento emanato dal Tribunale di Ragusa su istanza dell’avvocato Giuseppe Nicosia, potrebbe essere destinato a rivoluzionare il mondo delle aste giudiziarie. In particolare, il Tribunale di Ragusa ha emanato il citato provvedimento per bloccare un’asta giudiziaria a seguito di eccessivi ribassi.

Un provvedimento davvero molto importante che è stato adottato dal Tribunale di Ragusa che, insieme ai fori di Napoli e di Milano, è una vera e propra “roccaforte” in tema di sospensione e di estinzione delle aste giudiziarie nel caso in cui si verifichino eccessivi ribassi.

Aste giudiziarie: il contenuto del provvedimento del Tribunale di Ragusa

Il provvedimento è stato emanato dal Giudice Claudio Maggioni che, dopo aver verificato la sussistenza del “prezzo vile” (ovvero di un prezzo davvero irrisorio a cui vendere il bene immobile oggetto di asta giudiziaria), ha direttamente sospeso la vendita di un’azienda e di alcuni fabbricati civili pignorati.

Questo provvedimento non è, comunque, un “caso isolato”. Sempre lo stesso Tribunale di Ragusa aveva di recente già emanato un provvedimento del genere. In quell’occasione, il Giudice Fabrizio Cingolani dichiarò addirittura estinta la procedura esecutiva a causa dell’eccessiva durata del processo.

La sospensione dell’asta giudiziaria e il “prezzo vile”: le conseguenze della “illuminata” decisione

E’ chiaro che, con i citati provvedimenti, il Tribunale civile di Ragusa prende una posizione ben precisa e avalla la possibilità di porre una serie di correttivi giuridici al sistema delle aste giudiziarie. Correttivi che sono davvero indispensabili per “tutelare” il settore delle aste giudiziarie sia da distorsioni economiche (con l’aggiudicazione del bene immobile pignorato ad un prezzo irrisorio e “vile”) sia da distorsioni temporali (con procedure esecutive eccessivamente lunghe).

A ben vedere, la posizione assunta dal Tribunale di Ragusa, può essere definita “di avanguardia” perché promotrice di una “umanizzazione” delle procedure che conducono all’asta giudiziaria.

Procedure che, la maggior parte delle volte, divengono eccessivamente penalizzanti per coloro che non solo subiscono la vendita all’asta di un bene immobile di loro proprietà ma che devono assistere anche allo svilimento del prezzo della casa che, magari hanno acquistato con sacrifici e lavoro.